Quando si riceve una notifica di pignoramento immobiliare non tutto è perduto per il debitore.
Infatti, c’è ancora la possibilità di intervenire per salvare la situazione.
L’aspetto importante è, però, non farsi prendere dallo sconforto e sapere come agire. Vediamo allora cosa è possibile fare.
Le possibilità per il debitore
Il debitore ha molteplici soluzioni per evitare il pignoramento della casa.
1) Accordo con i creditori
I tempi per la procedura esecutiva del pignoramento immobiliare e i costi da sostenere per il suo avvio, la rendono una soluzione da percorrere soltanto come ultima risorsa.
Proprio per questo i creditori possono trovare una soluzione interessante un accordo con il debitore.
È quindi una via che il debitore dovrebbe tentare con il supporto del suo avvocato.
Se si trova un accordo, la proposta sarà formalizzata con un accordo transattivo.
La soluzione può essere quella del saldo e stralcio immobiliare, con la quale il debito viene estinto con una somma ridotta versata nell’immediato, o il pagamento di quanto dovuto dilazionato nel tempo.
In questo caso la procedura esecutiva del pignoramento viene sospesa soltanto una volta raggiunto l’accordo.
Nel caso in cui i creditori siano più di uno, tutte le parti in causa devono essere concordi sull’accordo proposto.
2) Conversione di pignoramento
Prima che il giudice disponga la vendita dell’immobile, il debitore può chiedere di sostituire il bene pignorato con una somma pari a quanto dovuto al creditore o ai creditori, comprensiva anche degli interessi e delle spese.
L’istanza di conversione (prevista dall’art. 495 del Codice di procedura civile) può essere richiesta al tribunale una sola volta e prevede che venga depositato in cancelleria un acconto pari ad almeno 1/6 dell’importo del credito.
È poi il giudice a stabilire l’importo complessivo a sostituzione del pignoramento.
Con giustificati motivi si può richiedere anche la rateizzazione del pagamento (max 48 rate).
3) Opposizione al pignoramento
Il debitore si può anche opporre al pignoramento, attraverso l’opposizione all’esecuzione o l’opposizione agli atti esecutivi.
Nel primo caso, previsto dall’art. 615 c.p.c., si contesta il diritto ad intraprendere la procedura esecutiva per difetto di titolo esecutivo, impignorabilità dei beni esecutati o difetto di legittimazione passiva dell’esecutato.
Il debitore può presentare opposizione all’esecuzione soltanto prima che sia disposta la vendita dell’immobile, a meno che l’opposizione non si basi su fatti sopravvenuti oltre tale momento o qualora la mancata presentazione nei termini non sia a lui imputabile.
Nell’opposizione agli atti esecutivi, prevista nell’art. 617 c.p.c., si contestano vizi formali degli atti del processo esecutivo del pignoramento, quali vizi di notificazione del titolo o del precetto.
Può essere presentata entro 20 giorni dal compimento dell’atto o dal momento in cui il debitore ne è venuto a conoscenza.
4) Il metodo Valter Limatola a 6 passi
Il metodo che ho elaborato in qualità di consulente del debito si basa su un accordo da raggiungere con i creditori, secondo la formula del saldo e dello stralcio.
Trattando direttamente con i creditori cerco di abbassare il più possibile l’ammontare dei debiti.
Ma questo è soltanto il primo passo.
Il secondo è trovare i soldi necessari per l’estinzione del debito.
Questo avviene attraverso la messa in vendita del tuo immobile tramite agenzie immobiliari di fiducia e ricercando un acquirente disposto a pagare la cifra richiesta.
Sicuramente ti starai chiedendo qual è il vantaggio rispetto al pignoramento dell’immobile.
Con la vendita da me proposta hai la certezza di ottenere la cifra necessaria per estinguere il debito, mentre con il sistema dell’asta rischi che questa vada a vuoto o l’importo raggiunto non sia sufficiente (generalmente si ottiene soltanto il 50-60% dell’ammontare complessivo dei debiti) e così ti resterà il problema di pagare il resto dei debiti attraverso il quinto dello stipendio.
E se hai una persona vicina che ti può supportare nell’acquisto, non perderai neanche la casa!
Raggiunto l’accordo di vendita l’acquirente, alla presenza dei creditori, consegna gli assegni circolari per l’importo dovuto al notaio, il quale li prende come garante.
I creditori, forti di tale passaggio, chiedono al giudice la rinuncia agli atti e quindi riscuotono dal notaio la loro parte.
A questo punto si conclude la vendita della casa, come una normalissima operazione di compravendita immobiliare.
Se hai un immobile pignorato per risolvere nel miglior modo possibile la tua situazione rivolgiti a un consulente del debito come me, con sede in Via F.lli Bandiera 29 a Piumazzo (Castelfranco Emilia – Modena).
Grazie al mio metodo in 6 passi puoi evitare l’asta immobiliare e liberarti una volta per tutte del tuo debito.
Per informazioni chiama il 328.3161549 o scrivi a info@consulenzagratuitadeldebito.it.