Cosa succede quando scade un decreto ingiuntivo?
Le persone che ho incontrato lungo il tragitto mi hanno insegnato che a volte le cose vanno in maniera diversa da quello che ci aspettiamo e, senza rendersene conto, ci si ritrova in un vortice difficile da gestire.
Molte volte sopraggiunge quella voglia di risolvere tutto e subito, cercando “toppe” che possano aggiustare la situazione senza nessun risultato.
Fin quando non arriva il decreto ingiuntivo.
Ma cos’è esattamente il decreto ingiuntivo e quali limiti può avere?
Iniziamo col dire che il decreto ingiuntivo è il primo vero passo che un creditore insoddisfatto muove per riavere quanto dovuto.
Il decreto ingiuntivo, detto anche precetto, non è altro che un’intimazione di pagamento.
Con esso si ordina di pagare tutti i debiti in un’unica soluzione entro 10 giorni dalla notifica.
Passati 10 giorni senza riscontro all’atto, il creditore ha 90 giorni di tempo per tramutare il precetto in pignoramento.
Il decreto ingiuntivo ha una scadenza?
Il decreto ingiuntivo perde la sua validità se non viene notificato entro 60 giorni dalla data di deposizione dell’atto in cancelleria.
Tuttavia, il creditore può richiedere nuovamente di inviare al debitore un’ingiunzione di pagamento.
Invece, la decadenza del decreto ingiuntivo, ovvero la sua prescrizione che quindi ne annulla la validità, ha un termine di 10 anni.
Se stai leggendo questo articolo è perché probabilmente sei preoccupato e ammetterlo a te stesso ti permette di scegliere con maggior attenzione e raggiungere l’obiettivo che ti sei preposto.
Non sei ancora sicuro di quale possa essere il tuo obiettivo?
Bene allora chiediti:
- Cosa puoi fare per scegliere con più oculatezza?
- Quali sono gli elementi più importanti per te?
E’ ragionevole essere confuso in questi casi, ci sta.
Se hai voglia di chiarirti le idee, contattami.
Insieme al mio team possiamo approfondire gli aspetti utili e le strategie per raggiungere il tuo traguardo
Per informazioni chiama il 328.3161549 o scrivi a info@consulenzagratuitadeldebito.it.