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Recupero crediti tramite pignoramento: procedura, beni pignorabili e tutele per il debitore

Il recupero dei crediti tramite pignoramento è una procedura complessa che può risultare difficile da gestire, specialmente per coloro che si trovano in situazione di debito.

 

 

La legge stabilisce quali beni possono essere aggrediti durante questa procedura.

 

 

Approfondiamo i dettagli.

 

Secondo l’articolo 2910 del Codice Civile, il pignoramento può coinvolgere beni mobili e immobili, redditi da stipendio o pensione e conti correnti del debitore.

 

Nel caso dei beni immobili, come abitazioni e altre proprietà del debitore, possono essere pignorati e messi a disposizione del creditore senza possibilità di vendita o cessione durante l’azione di recupero.

 

Tuttavia, il pignoramento della prima casa del debitore è possibile solo in presenza di condizioni specifiche e non prima di aver offerto al debitore la possibilità di pagare il debito attraverso un piano di rientro rateale.

 

 

Per quanto riguarda i beni mobili, di solito non vengono direttamente acquisiti dal creditore, ma vengono venduti a terzi al fine di soddisfare la richiesta di recupero crediti.

 

 

Questi beni includono veicoli, oggetti di valore, opere d’arte e denaro contante.

 

 

Tra i beni di terzi che possono essere aggrediti, troviamo:

 

  • i conti correnti bancari e postali,
  • lo stipendio,
  • la pensione di anzianità.

 

Il pignoramento dello stipendio o della pensione è soggetto a regole specifiche: non è consentito prelevare più di 1/5 dello stipendio del debitore e la pensione può essere sottoposta a pignoramento solo nella misura eccedente l’importo corrispondente alla pensione minima, garantendo così una fonte di reddito minima al debitore.

 

 

Nel caso in cui il pignoramento sia il risultato di un debito con l’Agenzia delle Entrate, sono previsti limiti proporzionali all’importo mensile percepito:

  • 1/10 dello stipendio se l’importo non supera i 2.500 €,
  • 1/7 dello stipendio se l’importo non supera i 5.000 €,
  • 1/5 dello stipendio se l’importo supera i 5.000 €.

 

Inoltre, l’articolo 2910 del Codice Civile stabilisce che possono essere espropriati anche i beni di terzi, qualora siano vincolati come garanzia del credito o se sono oggetto di un atto revocato in quanto compiuto in pregiudizio del creditore.

 

È importante sottolineare che esistono beni non pignorabili, esclusi dalla procedura, e beni pignorabili con riserva, soggetti a limiti specifici.

 

Tra i beni assolutamente impignorabili rientrano:

 

  • le pensioni di invalidità e altre misure assistenziali,
  • gli assegni sociali e il reddito di cittadinanza,
  • le polizze assicurative sulla vita,
  • i beni mobili di prima necessità (come letti, armadi, fornelli, frigoriferi, lavatrici, stufe o biancheria),
  • i beni alimentari e i combustibili necessari per un mese,
  • la fede nuziale,
  • gli oggetti sacri necessari al culto,
  • le lettere, registri e scritti di famiglia (se non fanno parte di una collezione),
  • gli animali di affezione e compagnia che il debitore ha senza fini produttivi,
  • alimentari o commerciali, gli animali impiegati nel nucleo familiare a fini terapeutici e di assistenza,
  • nonché i beni strumentali indispensabili all’esercizio dell’impresa (macchinari ed attrezzature utilizzati esclusivamente per l’attività d’impresa).

 

In conclusione, il recupero dei crediti tramite pignoramento è una procedura molto complessa e a volte difficile da gestire, soprattutto per coloro che si trovano in situazione di debito.

 

Se ti trovi in questa situazione, ti invitiamo a contattarci per ottenere assistenza nella comprensione della tua situazione e per trovare una soluzione adeguata.

 

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